La storia di Pietro Zanardi Landi
 
Tra le leggende nate al Castello di Rivalta, la più lontana nel tempo narra di un antico componente della famiglia Zanardi Landi. Secondo il racconto, Obizzo Landi – feudatario di Rivalta nel XIV secolo – e la moglie Bianchina avevano tre figli. Il più giovane perde la vita in un’imboscata, perciò il Castello passa alle sorelle ed ai rispettivi mariti, Pietro Zanardi Landi e Galvano Landi. Questi si contendono a lungo l’eredità, finché non ne diviene proprietario Galvano III Landi. La rivalità tra i due dà origine alla leggenda del fantasma del Castello, poiché la vicenda si conclude con l’assassinio di Pietro Zanardi Landi. Secondo la credenza, al fine di vendicarsi lo spirito di Zanardi Landi avrebbe vagato nel Castello fino al 1890, anno di passaggio dei beni ai discendenti della vittima innocente. Placato, ma dalla memoria durevole e non molto incline al perdono, il fantasma sarebbe ritornato nel 1970, quando presso gli Zanardi Landi è ospite un ignaro discendente dell’antico assassino. L’ospite viene tormentato per tutta la notte ed è in quell’occasione che, cercando tra le pieghe della storia, emerge la tragica vicenda.
 
Il romanzo di Bianchina
 
Un’altra presenza misteriosa e leggendaria, fatta propria dalla tradizione romantica, è quella di Bianchina, la bellissima moglie di Obizzo Landi, detto Verzuso (o Vergiuso), signore di Rivalta nel XIV secolo. Secondo la leggenda, Bianchina è oggetto di insistenti avances da parte di Galeazzo Visconti, duca di Milano. Questi tentativi, avvenuti nel corso del 1322, guastano i rapporti tra il duca e Obizzo. Su tali contrasti, Luigi Marzolini scrive nell’Ottocento una storia d’amore, dando vita al romanzo Bianchina Landi, ossia la cacciata di Galeazzo Visconti da Piacenza: Racconto storico del secolo XIV. Ecco come l’autore descrive Bianchina: “Vergiuso trovavasi, per favore del Cielo, unito ad un angiolo di virtù, che era la Bianchina Landi. Bellissima della persona, incantevole del viso. A venticinque anni aveva pari alla bontà del cuore la fortezza dell’animo: alta di statura, con due occhi grandi e nerissimi, con uno sguardo mansueto e dolce se il cuore inclinava a pietà, ma sfolgorante ed imperioso se l’anima era in balìa allo sdegno, aveva qualche cosa di proprio, un non so che di risoluto e di maschile: era una di quelle donne rare nel mondo, nelle quali la bellezza del corpo assume dalla virtù dell’animo un incanto nuovo, affascinante, che ha del divino”.
 
Il cuoco Giuseppe
 
Più recente, ma sempre dall’origine tragica, l’altra presenza inspiegabile. Si tratta del cuoco Giuseppe, ucciso nel Settecento dal maggiordomo di cui aveva insidiato la moglie. Si manifesterebbe accendendo e spegnendo interruttori. Negli anni Ottanta, durante una notte in cui era al Castello la principessa Margaret d’Inghilterra, Giuseppe si sarebbe divertito per oltre dieci minuti a mettere in funzione elettrodomestici e altre apparecchiature, spostando quadri e oggetti vari, soprattutto nell’ala del Castello affacciata sul Trebbia, dove si trovava la vecchia cucina. Il fantasma è stato studiato anche dall’equipe di Alessandro Cecchi Paone. Ogni tanto, quando la casa è particolarmente affollata, il cuoco Giuseppe torna a manifestarsi, sempre però in modo più scherzoso che terrificante.
 
Video
 
Uno dei sette castelli maledetti in Europa , il Conte Orazio Zanardi Landi racconta:

Video 1

Video 2

“Due passi nel mistero “

“Presenze”

“Paranormal inquiries”

Una prospettiva diversa “Indagine svolta da IDP di Melegnano “

Vivere dal vivo la storia , i misteri : Eventi con animazione cluedo, cene con delitto e ghost hunting night.