LANDI DI CERRETO

 

I Landi di Cereto hanno come stirpe sicuro Ruffino morto forse nel 1316.
Pochissimo attendibile è invece l’opinione che Ruffino fosse figlio di Fiammingo, che a sua volta sarebbe stato figlio di Alberico (ma che invece, quasi sicuramente, fu figlio di Gherardo).
Infatti, Fiammingo Landi, fervente ghibellino amico e partigiano di Ubertino Landi, risulta in vita nel 1216, così che difficilmente potrebbe essere stato padre di Ruffino, che morì cent’anni dopo; nulla comunque dimostra che Fiammingo fosse figlio di Alberico, che fu suo contemporaneo e che comunque non è stipite della linea bardigiana. Con la conseguenza che il ramo dei Landi di Cereto solo in via d’ipotesi si può riagganciare alla famiglia di Ubertino.
È invece sicuro che possedeva il castello di Rivalta, acquistato appunto dai nobili di Rivalta, e quello di Cereto, da cui trasse il predicato e di cui ebbe anche il possesso feudale nel 1489, per investitura dei duchi di Milano.
Da Ruffino nacquero cinque figli: Opizzo detto Vergiuso, Fiammingo, Oberto (marito di Alasina Zanardi Landi), Nicolò (che testò nel 1323) e Giovanni. Il più noto è senz’altro Opizzo detto Vergiuso, che da amico e sostenitore dei Visconti divenne a un tratto loro acerrimo nemico, e postosi al servizio del papa cacciò nel 1322 da Piacenza le truppe viscontee che precedentemente avevano assediato il suo castello di Rivalta. Nominato governatore pontificio di Piacenza abbandonò poi la carica continuando a militare a favore del papa; morì a Bologna nel 1328. In epoca successiva si favoleggiò che il suo voltafaccia contro i Visconti fosse dovuto alla gelosia nei riguardi di Galeazzo Visconti, che gli avrebbe insidiato la moglie Bianchina Landi; su questo episodio, peraltro non documentato dalla fonti e probabilmente leggendario – tanto più che la moglie di Vergiuso si chiamava Ermellina ed apparteneva alla casata dei Bagarotti – fu scritto nell’Ottocento, un romanzo storico dal piacentino Luigi Marzolini, che, dal nome della protagonista, si intitolò appunto Bianchina Landi .
Da Vergiuso I nacquero Bertrando, che fu assassinato nel 1364 dagli Scotti con i quali era in lite, e che non ebbe prole dalla moglie Marghenta, nonché Francesca ed Elena, sposate rispettivamente ai nobili Bernardo Aghinoni e Pietro Zanardi Landi, i cui discendenti vendettero Rivalta, nel 1376, ai Landi di Bardi. La famiglia continuò con la discendenza dell’ultimo figlio di Ruffino, Giovanni, cui era rimasto il castello di Cereto. Giannone, marito di Mabilia, anch’essa forse appartenente alla famiglia Landi (ma la circostanza non è sicura), già dal 1211 agiva in qualità di procuratore del padre (qualche volta lo sostituì la moglie), ed è documentato che ciò fece fino al 1233. Come già accennato, Giannone fu padre di Guglielmo II e di Umberto (o Ubertino).